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Malalai Joya parla delle donne e della violenza in Afghanistan

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Tuesday, 08 October 2013 00:00

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, Oct 8, 2013

Malalai Joya with chomsky Malalai Joya con Noam Chomsky in un evento a Boston il 6 ottobre 2013, riguardante il 12 ° anniversario dell’intervento militare statunitense in Afghanistan. (Foto: Rodrigo Guim)

Malalai Joya, attivista afghana ed ex membro dell’Assemblea nazionale afghana, ha tenuto una conferenza dal titolo “Prospettive per le donne afghane e Non-intervento nel paese” nella sala Barnum ieri.

L’evento era parte di un giro di conferenze in corso chiamato “Una donna tra i Warlords,” co-sponsorizzato dalla Coalizione delle Nazioni Unite contro la guerra e dalla Missione delle donne afgane. Joya trascorrerà il mese di ottobre divulgando questa presentazione in dieci città per ricordare il 12 ° anniversario dell’invasione e occupazione dell’Afghanistan da parte degli Stati Uniti.

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Malalai Joya: “Il silenzio è il peggior nemico della vera democratizzazione afghana”

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Friday, 04 October 2013 00:00

Contropiano.org , Dec.4, 2013

Malalai Joya

Un'intervista "corposa", come la definisce lo stesso autore, Enrico Campofreda, che illumina sulla morsa stretta attorno al popolo afghano; da un lato gli imperialisti statunitensi e il loro fantoccio, dall'altro l'integralismo. Per uno sguardo dall'interno a un modo di cui vediamo spesso solo la superficie o, peggio ancora, soltanto la "valenza geostrategica".

La donna che non teme i signori della guerra, Malalai Joya, l’attivista coraggiosa costretta in Afghanistan alla clandestinità dopo gli attentati cui è fortunatamente scampata, sta portando la sua voce in varie città italiane. L’abbiamo intervistata su un treno che viaggiava verso il meridione.

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Malalai, la combattente della ragione

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Tuesday, 12 March 2013 00:00

la lotta sara’ lunga pero’ siamo tutti nella stessa barca

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, 12 marzo 2013

Malalai Joya

Da Kabul una interessante intervista alla ex deputata afghana che dopo aver puntato il dito contro alcuni criminali seduti in parlamento vive da anni sotto la costante minaccia dei signori della guerra.

La voce di Malalai è sempre dolce e determinata e il monito simile all’annuncio dato tempo fa al mondo di un impegno “finché avrà voce”. Ma da quella primavera del 2003 quando puntò il dito contro taluni criminali seduti in Parlamento la sua vita é itinerante, a Kabul, in certe province come nelle trasferte che periodicamente affronta per cercare sostegno alla causa di un Afghanistan democratico. Malalai Joya, la combattente della ragione, é costretta a un’esistenza clandestina per la minaccia alla sua incolumità, attentata ben otto volte, dai nemici giurati. Assalti fortunatamente falliti.

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La speranza nelle mani delle ragazze di Kabul

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Monday, 11 March 2013 00:00

Vorrei riunire le menti liberali per ricostruire il nostro paese, superando l’attuale servitù

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, March 11, 2013

Malalai Joya

«Vorrei riunire le menti liberali per ricostruire il nostro paese, superando lattuale servitù» «Nei media e nelle università, la presenza iraniana è sempre più aggressiva»
È una donna minuta, con uno sguardo intenso e un vestito di cotone colorato, che scandisce le parole, irrompendo in un gentile sorriso. È stata minacciata dai talebani quanto dai mujaiddin. Scampata a numerosi attentati, è divenuta un simbolo in questo Afghanistan senza requie. È Malalai Joya, la giovane delegata che nel 2003 allAssemblea del popolo di Kabul osò puntare il dito contro i Signori della guerra. Fu espulsa dal Parlamento nel 2006 ed ha continuato la sua lotta con un seguito senza pari nelle province di Herat e Farah, della quale è originaria. Sostiene che lAfghanistan debba autodeterminarsi, chiede il ritiro delle truppe di occupazione, la fine della discriminazione delle donne e un pubblico processo per i War Lord che siedono in parlamento.

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“Via gli americani ed i talebani dalla nostra terra!”. Intervista alla deputata afghana Malalai Joya

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Friday, 08 June 2012 17:39

“Naturalmente la speranza mia e degli afghani è il ritorno all’indipendenza politica della nostra nazione, senza ne’ invasori, ne’ il virus del fondamentalismo.

Enrico Oliari ed Ehsan Soltani, Notizie Geopelitiche, giu 4th, 2012

Malalai Joya

Quando si pensa all’Afghanistan vengono in mente gli interessi che gli Stati Uniti in primis hanno portato con la sporca guerra in quell’area ed i vari gruppi, in particolare i talebani, che vi hanno opposto resistenza.

I 30 milioni di abitanti, tuttavia, non sono necessariamente pro o contro una delle fazioni, bensì si trovano spesso ad essere vittime impotenti degli eventi, specialmente ora che, quasi in sordina, si susseguono incontri in Qatar fra i talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan e gli Stati Uniti, che per ottenere il controllo dell’area si sono ritrovati in un pantano simile a quello del Vietnam.

Malalai Joya è una deputata del popolo afghano eletta nella provincia di Farah ed in più occasioni ha denunciato le collusioni fra le parti e la presenza in parlamento di persone da lei definite “signori e criminali di guerra”.

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MALALAI JOYA: UNA DONNA NON “IRRILEVANTE”

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Written by IndyMedia Tuesday, 05 April 2011 00:00

Io e milioni di afghani concordiamo con Malalai Joya sul fatto che non ci sono stati cambiamenti sostanziali nella nostra vita dopo l´occupazione dell´USA e degli Alleati

Nelofar Jawidana, IndyMedia, 25.4.2011
Versione italiana

March 25, 2011 - Boston, Malalai Joya and Noam Chomsky

Ogni qualvolta Malalai Joya fa sentire più forte la sua voce e appare sulle prime pagine dei giornali, i signori della guerra afghani, i loro sostenitori e alcuni giornalisti pro-USA si mobilitano per distorcere il suo messaggio di libertà, giustizia, democrazia e in difesa dei diritti delle donne. Secondo me, questo è il più grande segno del suo successo.

A seguito del suo efficace tour di controinformazione in USA, che l’ha vista coinvolta anche in mobilitazioni sull’occupazione americana in Afghanistan al fianco di Noam Chomsky, ancora una volta un certo numero di sostenitori dei signori della guerra e dell’occupazione stessa hanno scritto contro di lei. Quasi tutti questi articoli riportano le stesse accuse e fanno riferimento l’un l’altro, pertanto mi concentro su quello più recente.

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Malalai Joya, tragica situazione donne afghane rischia di peggiorare

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Written by AKI Tuesday, 08 March 2011 16:56

''Oggi la situazione della donna in Afghanistan e' catastrofica come sotto il regime dei Talebani''

AKI, 8 Marzo 2011

WISA Lanuch Dinner With Malalai Joya

(Aki) - In Afghanistan la situazione delle donne e' ''tragica, catastrofica'' e rischia di ''peggiorare''. E' l'allarme lanciato da Malalai Joya, ex parlamentare afghana sfuggita a diversi attentati, in un colloquio telefonico con AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL alla vigilia della Giornata internazionale della donna. ''Violenze sessuali, violenze domestiche, attacchi, omicidi'', delitti d'onore: Malalai Joya denuncia uno ad uno gli abusi e le violenze di cui sono vittima le sue connazionali.

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Malalai Joya, Attivista afgana, chiede che si ponga fine

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Written by Calgary Herald Wednesday, 13 October 2010 10:24

Malalai Joya era stata invitata dall’Associazione studentesca afgano-canadese a parlare domenica all’Università di Calgary.

Di Lea Storry, Calgary Herald, 11/10/2010

Malalai Joya all’Università di Calgary
10.10.2010: Malalai Joya all’Università di Calgary.

La più giovane donna afgana eletta al parlamento, a Calgary durante il week-end ha espresso un’esplicita critica al coinvolgimento della NATO e degli USA in Afghanistan, rivolgendo un appello ai canadesi affinché aprano le loro menti e sostengano la democrazia nella sua nazione dilaniata dalla guerra.

Malalai Joya era stata invitata dall’Associazione studentesca afgano-canadese a parlare domenica all’Università di Calgary.

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Malalai Jova: “L’Afganistan è una partita a scacchi dove ognuno fa la sua mossa”.

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Written by Liberazione Sunday, 14 March 2010 18:57

Lei ha provato a scolpire le vicende afgane intersecandole con la sua personale esistenza in un libro A woman against warlords ( Finché avrò voce , Piemme)

Paola Milli, Liberazione (Speciale), 14/03/2010

Malalai Joya: Finché avrò voce

Sono trascorsi sette anni da quel giorno memorabile in cui Malalai Joya prese la parola nella Loya Jirga, l’assemblea dei capi tribù del paese, una struttura ancora più rappresentativa del parlamento, per denunciare i crimini e la corruzione dei governanti imposti al popolo dalle forze di occupazione e pertanto non legittimati da alcun consenso. Correva l’anno duemilatre, lei era lì come delegata della gente di Farah, la gente povera di quei villaggi, la sua provincia di provenienza; aveva venticinque anni e non si lasciò intimorire dalle minacce che seguirono al suo discorso, dagli ordini imposti perché venisse subito allontanata. Nessuno meglio di lei può raccontare l’Afghanistan di oggi, con la saggezza della sua passione politica e civile, con quella conoscenza della storia che le è stata trasmessa in primis dalle tradizioni democratiche di una famiglia da sempre in lotta. Lei ha provato a scolpire le vicende afgane intersecandole con la sua personale esistenza in un libro A woman against warlords (Finché avrò voce , Piemme) che sta attraversando l’Europa e il resto del mondo, presentato in affollate conferenze stampa dove a parlare è un linguaggio universale, ovunque compreso, di istanze libertarie e di giustizia sociale, che sono in fondo necessità imprescindibili per ogni popolo.

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La leader afghana Malalai Joya in Comune e in Provincia

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Written by Gazzetta di Parma Wednesday, 03 March 2010 18:25

Joya ha visitato la nostra città in occasione della pubblicazione del suo libro "La voce del silenzio"

Gazzetta di Parma, 03/03/2010

Malalai Joya - Parma, Italy

La politica afghana Malalai Joya è stata ricevuta oggi dal sindaco del Comune di Parma Pietro Vignali e dal presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli. Joya ha visitato la nostra città in occasione della pubblicazione del suo libro "La voce del silenzio" accompagnata dal Lions Club Parma.

Malalai Joya, da anni, tramite la gestione di diversi centri di alfabetizzazione, ambulatori e scuole di informatica, assiste le donne in Afghanistan, suo paese di origine e lotta per l’affermazione dei loro diritti e del loro ruolo all’interno della società. Nel 2005 è stata eletta nella Camera dei Deputati afghana, per essere poi sospesa nel 2007 sulla base di insulti ad un suo collega durante una trasmissione televisiva. Attualmente vive sotto scorta, avendo già subito diversi attacchi anche a causa della forte lotta politica contro i “signori della guerra” che, come lei stessa afferma “costituiscono la più grande minaccia per i diritti degli afghani, in particolar modo delle donne”.

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