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Malalai, in nome dell'Afghanistan

Giulia.globalist.it , Dec.17, 2013

34 anni, 16 in un campo profughi, ora combatte perché sul suo Paese non scenda il silenzio: e intanto sta per tornare legge la lapidazione delle adultere. Di [Monica Bozzellini]

Malalai Joya
Anita Sonego, presidente Cpo Comune di Milano, l'afghana Malalai Joya e una delle responsabili del Cisda

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Tra speranze e fallimenti, l'Afghanistan che non si vede

di:Anna Toro , OSSERVATORIOIRAQ MEDIORIENTE E NORDAFRICA , Dec.13, 2013

Malalai Joya

“Tante sono le storie viste e sentite durante i miei viaggi. Una voce mi è rimasta nella mente e nel cuore: in un incontro a Farah, il capo villaggio nel congedarci ci ha raccomandato: 'parlate, parlate dell’Afghanistan, perché solo così questo paese continuerà a vivere'”.

Sono le parole della fotografa Carla Dazzi a introduzione della sua mostra conclusa recentemente presso la biblioteca Rispoli di Roma. Volontaria dell'Ong Insieme si può… , da oltre 10 anni si spende a favore della difesa dei diritti delle donne, e di quelle afghane in particolare, “ancora oggi impossibilitate a condurre una vita davvero libera e nel pieno della loro dignità”.

Sono soprattutto loro che ritrae nei suoi scatti pieni di calore umano ed empatia.

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Malalai Joya - Milano 2013

Intervista a Malalai Joya allo Urban Center di Milano, in occasione dell'incontro organizzato da Coordinamento Italiano Donne Afghane.

 

UNA GIORNATA CON MALALAI JOYA

fuoridalcomune.it , Dec.11, 2013

Malali Joya
COLOGNO STUDENTI, MIGRANTI E CITTADINI.

I ragazzi delle scuole superiori, le donne straniere della scuola popolare migranti, ed infine la comunità fatta di gente comune. E’ attraverso queste tre essenziali realtà che Malalai Joya, ex parlamentare afghana, si è addentrata martedì 10 dicembre nella realtà di Cologno Monzese, portando racconti di una vita spesa a lottare per la parità dei diritti, per la difesa delle donne, per la giustizia sociale. E tanto le è ritornato indietro: la solidarietà della gente, l’empatia delle donne migranti che provengono dalle terre vicine alla sua, e poi l’abbraccio e l’attenzione degli studenti dell’ISIS Leonardo Da Vinci.

Noi di Fuori dal Comune l’abbiamo conosciuta, e abbiamo vissuto con lei parte di questa giornata.

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Partecipazione e riflessionePartecipazione e riflessione

ZonaLocale.it, Nov.30, 2013

Malalai Joya in Italy Foto di Enzo Dossi

Grande partecipazione giovedì sera, presso la sala polivalente “D. Priori, al convegno contro la violenza di genere. La sala, gremita di ragazzi delle scuole medie di Torino di Sangro e Paglieta con i loro insegnanti e dirigenti, da molti genitori e nonni.

Presenti al convegno, Silvana Priori sindaco di Torino di Sangro, Marisa Paolucci scrittrice e giornalista, Malalai Joya, ex parlamentare afgana.

Ad aprire il convegno è stato il sindaco di Torino di Sangro, Silvana Priori, che ha ringraziato tutti i presenti per la partecipazione, ricordando che "la violenza di genere affonda le sue radici in fattori culturali e non conosce confini". Una lodevole iniziativa di alcuni ragazzi che hanno rievocato la prima volta del voto di una donna di Torino di Sangro nel lontano 1946, ricordando le incertezze e i timori di allora.

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Malalai Joya parla delle donne e della violenza in Afghanistan

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, Oct 8, 2013

Malalai Joya with chomsky Malalai Joya con Noam Chomsky in un evento a Boston il 6 ottobre 2013, riguardante il 12 ° anniversario dell’intervento militare statunitense in Afghanistan. (Foto: Rodrigo Guim)

Malalai Joya, attivista afghana ed ex membro dell’Assemblea nazionale afghana, ha tenuto una conferenza dal titolo “Prospettive per le donne afghane e Non-intervento nel paese” nella sala Barnum ieri.

L’evento era parte di un giro di conferenze in corso chiamato “Una donna tra i Warlords,” co-sponsorizzato dalla Coalizione delle Nazioni Unite contro la guerra e dalla Missione delle donne afgane. Joya trascorrerà il mese di ottobre divulgando questa presentazione in dieci città per ricordare il 12 ° anniversario dell’invasione e occupazione dell’Afghanistan da parte degli Stati Uniti.

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Malalai Joya: “Il silenzio è il peggior nemico della vera democratizzazione afghana”

Contropiano.org , Dec.4, 2013

Malalai Joya

Un'intervista "corposa", come la definisce lo stesso autore, Enrico Campofreda, che illumina sulla morsa stretta attorno al popolo afghano; da un lato gli imperialisti statunitensi e il loro fantoccio, dall'altro l'integralismo. Per uno sguardo dall'interno a un modo di cui vediamo spesso solo la superficie o, peggio ancora, soltanto la "valenza geostrategica".

La donna che non teme i signori della guerra, Malalai Joya, l’attivista coraggiosa costretta in Afghanistan alla clandestinità dopo gli attentati cui è fortunatamente scampata, sta portando la sua voce in varie città italiane. L’abbiamo intervistata su un treno che viaggiava verso il meridione.

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Malalai, la combattente della ragione

la lotta sara’ lunga pero’ siamo tutti nella stessa barca

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, 12 marzo 2013

Malalai Joya

Da Kabul una interessante intervista alla ex deputata afghana che dopo aver puntato il dito contro alcuni criminali seduti in parlamento vive da anni sotto la costante minaccia dei signori della guerra.

La voce di Malalai è sempre dolce e determinata e il monito simile all’annuncio dato tempo fa al mondo di un impegno “finché avrà voce”. Ma da quella primavera del 2003 quando puntò il dito contro taluni criminali seduti in Parlamento la sua vita é itinerante, a Kabul, in certe province come nelle trasferte che periodicamente affronta per cercare sostegno alla causa di un Afghanistan democratico. Malalai Joya, la combattente della ragione, é costretta a un’esistenza clandestina per la minaccia alla sua incolumità, attentata ben otto volte, dai nemici giurati. Assalti fortunatamente falliti.

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La speranza nelle mani delle ragazze di Kabul

Vorrei riunire le menti liberali per ricostruire il nostro paese, superando l’attuale servitù

OSSERVATORIO AFGHANISTAN, March 11, 2013

Malalai Joya

«Vorrei riunire le menti liberali per ricostruire il nostro paese, superando lattuale servitù» «Nei media e nelle università, la presenza iraniana è sempre più aggressiva»
È una donna minuta, con uno sguardo intenso e un vestito di cotone colorato, che scandisce le parole, irrompendo in un gentile sorriso. È stata minacciata dai talebani quanto dai mujaiddin. Scampata a numerosi attentati, è divenuta un simbolo in questo Afghanistan senza requie. È Malalai Joya, la giovane delegata che nel 2003 allAssemblea del popolo di Kabul osò puntare il dito contro i Signori della guerra. Fu espulsa dal Parlamento nel 2006 ed ha continuato la sua lotta con un seguito senza pari nelle province di Herat e Farah, della quale è originaria. Sostiene che lAfghanistan debba autodeterminarsi, chiede il ritiro delle truppe di occupazione, la fine della discriminazione delle donne e un pubblico processo per i War Lord che siedono in parlamento.

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“Via gli americani ed i talebani dalla nostra terra!”. Intervista alla deputata afghana Malalai Joya

“Naturalmente la speranza mia e degli afghani è il ritorno all’indipendenza politica della nostra nazione, senza ne’ invasori, ne’ il virus del fondamentalismo.

Enrico Oliari ed Ehsan Soltani, Notizie Geopelitiche, giu 4th, 2012

Malalai Joya

Quando si pensa all’Afghanistan vengono in mente gli interessi che gli Stati Uniti in primis hanno portato con la sporca guerra in quell’area ed i vari gruppi, in particolare i talebani, che vi hanno opposto resistenza.

I 30 milioni di abitanti, tuttavia, non sono necessariamente pro o contro una delle fazioni, bensì si trovano spesso ad essere vittime impotenti degli eventi, specialmente ora che, quasi in sordina, si susseguono incontri in Qatar fra i talebani dell’Emirato islamico dell’Afghanistan e gli Stati Uniti, che per ottenere il controllo dell’area si sono ritrovati in un pantano simile a quello del Vietnam.

Malalai Joya è una deputata del popolo afghano eletta nella provincia di Farah ed in più occasioni ha denunciato le collusioni fra le parti e la presenza in parlamento di persone da lei definite “signori e criminali di guerra”.

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